La politica è una cosa per persone disoneste? Ho riso ed anche tanto sul film “come un gatto in tangenziale” della premiata ditta Albanese&Cortellesi, nel quale il “politico” e la “politica” sono cose per persone disoneste in quanto è “il solito magna magna”. Rido di meno quando anche imprenditori importanti e di successo come Duilio Paolini, in una intervista a La Repubblica del nove agosto, alla domanda “potrebbe mettersi in politica”, risponda con “me lo hanno chiesto ma ci rido su: sono troppo onesto”.

Intanto in politica ci si “dovrebbe mettere” se si ha la competenza politica per farlo, cosa non scontata per nessuno, neanche per i grandi capitani di impresa. E, soprattutto, ma come si può sostenere che serve essere disonesti per fare politica? Io e tanti altri facciamo politica mettendoci tempo e soldi, sacrificando la vita di relazione, ma con la grande soddisfazione di non essere concentrati solo nella nostra vita professionale o personale, rendendoci utili al prossimo.

Quindi e per essere precisi: per fare politica bisogna essere non solo onesti ma persino altruisti. Se poi vogliamo andare ad approfondire la cosa parlando della classe politica italiana e sarda lo facciamo ma davvero. La politica è debole. E’ schiacciata a monte ed a valle da due pressioni contrapposte, con effetto a tenaglia. A monte da un corpo elettorale fomentato da un sistema dell’informazione ondivago e spesso interessato solo a interessi di parte o corporativi. A valle da una struttura burocratica competente, forte e spesso arroccata nei meandri di un ordinamento giuridico dove “non si può fare niente”. E non cito neanche il ruolo della magistratura perché ci perderemo troppo tempo.

Certo è debole perchè spesso è incompetente e quindi incapace di guidare la prima e nel dare delle direttive precise alla seconda. Ed è debolissima, soprattutto, perchè fatta da singoli in perenne lotta tra di loro. Ma non è fondamentalmente disonesta. O meglio è proporzionalmente disonesta come la società che la esprime. La classe politica è, infatti, la fotografia nitida della società e questa dicotomia tra società civile onesta e laboriosa e politica disonesta e incapace è la cosa più sconcertante che si possa affermare. Detto tutto questo, posso dire con una certa sicurezza che serve cambiare le modalità in cui si seleziona la classe politica o ancora e meglio bisogna “tornare” a fare politica davvero.

Con il confronto in presenza. Come? Io una idea me la sono fatta ma vorrei confrontarla con tante altre, guardandoci negli occhi possibilmente.

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