Il mio amico Sindaco Ignazio Piras sottolinea che sulla piaga del fuoco facciamo sempre gli stessi errori e con le stesse modalità. La cosa da uomo di campagna mi è nota.
Abbiamo una macchina burocratica perfetta per combattere il fuoco. Sale operative che hanno il quadro della situazione minuto per minuto, persino con le previsioni e gli esperti dei venti e delle temperature. Mezzi aerei come non mai e sulla carta personale dedicato che nessun esercito sardo ha mai potuto contare. Ma, e dico ma, ci manca sa menzus die de s’annu. Cioè il legame di tutto questo con il mondo reale. Con i pastori ed agricoltori che stanno sul campo e pure con gli amministratori locali spesso chiamati ad affrontare emergenze che sconoscono del tutto.
Come fare per migliorare la situazione. Direi che nelle lunghe giornate di inverno, fredde e gelate, sarebbe utile fare gli incontri paese per paese, per discutere delle varie opzioni da mettere in campo. Compresi gli abbruciamenti preventivi, le fasce anti incendio da fare ed allargare, specializzare le squadre a terra alle bonifiche dei terreni bruciati e gai tottu.
E detto tutto questo diciamo che l’unico soggetto in campo è la Regione Sardegna, con soldi, uomini e strutture. E che quindi sarebbe molto ingeneroso prendersela con l’unico soggetto in campo. Serve piuttosto chiedere alla Regione che si colleghi con i territori come detto prima e che chieda allo Stato, che esiste sul territorio solo con l’Esercito, che lo metta a disposizione della Regione. Da aprile sino ad Ottobre.
Questo per l’emergenza estiva. Per combattere il fuoco davvero, come ho già detto e scritto nei giorni scorsi su questo blog, serve “solo” portare l’uomo di nuovo a lavorare nei boschi. Unica vera arma biologica contro i piromani ed il degrado.
Efisio Arbau